Gina BMW: automobile in tessuto

Ho sempre avuto la passione per tutti i materiali, specialmente quelli utilizzati nelle automobili, sia per gli interni che per gli esterni e quello utilizzato per “Gina” è uno degli esempi di materiale innovativo più interessante che mi lascia sempre sognare.

Sono passati tanti anni dai primi concept idea di questa automobile, l’idea di farle cambiare forma tramite un materiale speciale non è stata sicuramente facile per i designers BMW ma il risultato è stato più che sorprendente a tal punto che ancora oggi, questa soffice, aerodinamica scultura da strada, lascia senza fiato. Dal 2008, il concept car di Gina si trova nel museo BMW a Monaco di Baviera e l’emozione che si ha nel toccarla lascia una sensazione contrastante. Ci si aspetta una carrozzeria rigida, come siamo sempre abituati a vedere e toccare ma la realtà è tutt’altra. Gina è realizzata con un tessuto superperformante da caratteristiche elastiche e lucenti molto elevate.

Lo scheletro è in fibra di carbonio e metallo e il suo vestito in tessuto colorato d’argento e crema, la forma dei sedili e di alcuni accessori cambiano grazie ad un sistema elettro-idraulico conferendole aspetti ergonomici confortevoli e personalizzati, inoltre la coda  cambia forma a seconda della velocità e  i fari apparentemente inesistenti compaiono alla loro accensione.

Questo concept car lascia sempre le porte aperte all’immaginazione, non stanca mai.

Un tessuto nasce per un abito o un accessorio ma mai per rivestire interamente, compreso il motore, l’esterno di un automobile. Ogni volta che guardo questa galleria di immagini sogno ma sogno ancor di più quando la vedo “parlare” e muoversi.  Quando lavoravo in Technogym desideravo un treadmill per la casa interamente coperto di tessuto, proprio come Gina, che si aprisse e chiudesse cambiando l’aspetto della forma e che il suo “vestito” diventasse un tappeto per l’allenamento. E’ un Case Study che mi piacerebbe vederlo realizzato.

Ho postato il video per lasciare spazio all’immaginazione e per chi, come me, vuole ancora ascoltare quel suono soffice all’apertura della portiera e a quello dell’occhiolino del fanale anteriore.

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