I tessuti della vita

Pasolini aveva un senso acuto della realtà del volto umano come luogo di incontro e di energie ineffabili che esplodono nell’espressione, cioè in qualche cosa di asimmetrico, di individuale, di impuro, di composito, insomma il contrario del tipico. Che ne è del volto delle donne?

E del femminile espresso da ogni volto nella sua unicità? Invecchiando io rivelo il mio carattere, dove per carattere devo intendere tutto il vissuto che ha plasmato la mia faccia. Che si chiama faccia perché la faccio proprio io, con le abitudini contratte nella vita, le amicizie che ho frequentato, la peculiarità che mi sono data, le ambizioni che ho inseguito, gli amori che ho incontrato e che ho sognato, i figli che ho generato. “Onora la faccia del vecchio” è scritto nel Levitico; è infatti un dovere del cittadino rendere pubblica la propria faccia e non nasconderla, come oggi consentono gli interventi chirurgici. Non è da poco, infatti, il danno che si produce quando le facce che invecchiano hanno scarsa visibilità, quando esposte alla pubblica vista sono soltanto facce depilate, truccate, rese telegeniche per garantire un prodotto, sia esso mercantile o politico.

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